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A tu per tu nel giardino interiore

Il giardino interiore

«Rendi cosciente l’inconscio, altrimenti sarà l’inconscio a guidare la tua vita e tu lo chiamerai destino».
Carl Gustav Jung

Sentirsi non realizzati, infelici, vivere una vita che non soddisfa, fare un lavoro che non piace per paura di rimanerne senza. Sono solo alcuni esempi che tracciano storie di vita di molte persone con effetti importanti sull’autostima, la fiducia in se stessi, il senso di realizzazione personale ecc.

Fare i conti con aspetti della nostra vita che non vanno come avremmo voluto andassero o come li abbiamo immaginati è difficile e doloroso, motivo per cui, si ricorre all’analisi dei motivi impedenti e ci si aggrappa ad essi. Siamo talmente capaci e creativi che diveniamo abili ad appoggiarci sui fallimenti nascondendoci dietro l’esito di un destino inevitabile, di cause irrimediabili, responsabilità o doveri indissolubili e quindi, di una condanna a vita. D’altronde, essere vittima di un destino contro, è più accettabile dell’essere artefice del proprio destino.

I sogni proibiti
Ci si sente quasi stupidi, a volte, di desiderare, amare, volere, chiedere…quasi fossero dei diritti ormai persi. E’ cosi che non ci autorizziamo più di sognare e non permettiamo al desiderio di volare per il tempo necessario a trasformarsi in realtà. La pesantezza della razionalizzazione che seda le sensazioni; il senso dell’impossibile che arriva prima e taglia le ali all’immaginazione. Il possibile diviene ciò che non si può più cambiare, percorrendo attraverso le scuse, le vie dell’irraggiungibile.
Eppure, se guardassimo indietro la nostra vita, vedremmo forse, lati di noi che un tempo traportavano leggerezza, possibilità, concretezza. Aspetti che finiscono per essere velati, o meglio, che custodiamo segretamente nei cassetti più nascosti della nostra mente e della nostra esistenza cronicizzata.


Il diritto di desiderare

Possiamo riappropriarsi del diritto di vedersi scoperti, scavare i strati del controllo e provare la sensazione di stare senza difese. Si può riprendere a desiderare, a sognare e ritrovarci capaci di fare. Nudi a noi stessi fino a varcare la frontiera di ciò che si vede di noi e ciò che si è veramente. Un confronto a tu per tu per l’appunto.              E’ lì che dobbiamo fare i conti con noi stessi e scegliere da quale parte del confine stare. Le epoche della nostra vita e delle nostre passioni non sono altro che le nostre scelte. Tutti noi, possediamo il passaporto di poter passare dalla parte del possibile e realizzabile, ma questo richiede la capacità di farsi carico dei nostri bisogni, desideri, progetti, sentimenti…

C’è un giardino dentro di noi che può divenire casa da poter abitare ovunque.

Sono le nostre risorse e le nostre qualità che vanno fatte risorgere per poi coltivarle. Significa ri-aprire il cuore e la mente alla possibilità e all’essenza del nostro essere e tracciare le vie per poter abitare con serenità il mondo che ci circonda.

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