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Attraversare la sofferenza

La sofferenza ci è utile?

La sofferenza è l’unica causa della coscienza. E sebbene abbia dichiarato che secondo me la 
coscienza è per l’uomo la più grande disgrazia, so però che l’uomo l’ha cara e non la scambierebbe
 con le maggiori soddisfazioni” 
                                                                                                                                    F. Dostoevskij

Chiunque, direttamente o indirettamente, ha vissuto dei momenti difficili ed è stato messo a dura prova emotivamente, sentimentalmente, fisicamente, psicologicamente e via dicendo.

Quante volte si soffre per un dolore fisico, per aver deluso o essere stati delusi dalle persone, dalle relazioni, dal destino. Tutti noi abitiamo la sofferenza per aver perso un amore, un’amicizia importante, il lavoro; per aver detto addio per scelta voluta o subita. La sofferenza, di qualsiasi natura essa sia, aggredisce il nostro modo di essere uomini, i ruoli che copriamo, la nostra vita nelle  varie dimensioni. Eppure, è anche soffrendo che si può comunicare il disagio, il dolore, l’affetto. E’ anche attraverso la sofferenza che si può vedere l’altro o essere visti dall’altro perchè la sofferenza cambia le lenti con cui guardiamo il mondo e mette a nudo

È soffrendo che s’impara a lasciar andare; ad ammettere gli errori e impegnarsi per correggerli, qualche volta riuscendoci, altre, portandoci a sbagliare di nuovo. È soffrendo, che si può conquistare la capacità di riconoscere la dignità dell’errore, proprio e altrui.

Perché in ogni esperienza, si può sbagliare!

In fondo, dev’esserci un gran tesoro nella sofferenza, sotto qualunque forma essa si esprima, se tutto questo avviene. Se essa c’è laddove c’è stato l’amore, se essa c’è laddove c’è stato il piacere, l’impegno, l’emozione e il sentimento, tutto quello che rappresenta è grande.                                                     Potente e intensa, ed è forse per questo che ci fa paura. Per paura di soffrire non osiamo, non ci assumiamo il rischio e l’opportunità di poter fallire. Cerchiamo disperatamente gli alibi e gli strumenti necessari alla “non sofferenza”.

La sofferenza è l’unica causa della consapevolezza diceva Dostoevskij in “Memorie dal sottosuolo”.                                                                                                                                         Spesso desideriamo cessare di soffrire prima possibile o non soffrire per nulla ma ci dimentichiamo che quello è il “prezzo” che dobbiamo pagare quando si ama, quando si perde, quando si vuole cambiare e vivere diversamente la nostra vita.                                                                                           Andare oltre la sofferenza significa viverla, attraversarla e trasformarla in un significato diverso e funzionale alla nostra vita, per infine contattare l’anima buona del suo cammino.

 

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