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Il viaggio della speranza

Il viaggio della speranza

“La speranza è quella cosa piumata che si posa sull’anima canta melodie senza parole e non smette mai”                                                                                                                                                                                           (Emily Dickinson)

Chi vive lontano da casa sa bene cosa significa provare nostalgia. Lontano dagli affetti, dalle persone più significative, dalle strade che si conoscono a occhi chiusi. I primi tempi, alcune differenze per quanto sottili si percepiscono in modo netto. Sembra diversa l’aria, diversi i rumori, persino il silenzio può sembrare differente. I viaggi di ritorno da casa dopo una breve visita sono diversi da quelli di andata. Delle volte pure la distanza sembra che si allunghi. Nei bagagli, un po’ di casa: il dolce della mamma, la maglia della nonna, una foto vecchia…Purtroppo altre realtà più complesse costringono a lasciare casa dopo averla vista sparire davanti agli occhi e mettersi in viaggio verso non si sa dove.
L’unica certezza: scappare. Scappare dalla guerra, dalla miseria, dalla disperazione, dalla morte.
Di fronte a queste realtà nascono domande, si tentano risposte e nel frattempo, le cause rimangono orfane di responsabili e c’è chi si affida alla sorte.

                                                                                                                                  Chi, cosa, dove?

Viene da chiedersi quali occhi hanno diritto e quali meno, a guardare verso un futuro migliore?
Quale può essere un porto degno per navi che trasportano sogni e quale luogo sicuro, per accogliere
anime disperate che lasciano casa, affetti e si affidano al mare?
Con quale passaporto si accede alle stanze di una dignità ferita e lasciata in sospeso, in attesa di un
destino?

Delle volte, è sulla base di una fede che si chiama speranza che la paura si seda…è lì che i desideri
illuminano il buio interiore e si trova la forza per lasciare alle spalle progetti, sogni interrotti e fare
dei passi verso il possibile.
Chi ha torto e chi ha ragione quando rincorrendo la vita si muore?
Con quali criteri si può stabilire se sia giusto o sbagliato crederci, se sia bene o male affidarsi, se sia
possibile o no cambiare?!

Tra sogni e realtà

Diviene difficile stabilire e forse delegare alla “norma giusta” di farsi soluzione di questioni così
grandi. Non vi possono essere norme che possono sostituire il possibile impegno di ognuno di noi.

Chiunque si può aprire al possibile cambiamento che può mettere in atto per essere migliori di come siamo stati.      Si può essere curiosi e cambiare idea, si possono guardare le persone con gli occhi della conoscenza e non del giudizio a priori.
I sogni possono non essere realizzabili sempre, ma ognuno ha il diritto di crederci.
Anzi, l’obbligo a scegliersi e credere anche nella più nascosta speranza talvolta può essere l’unico mezzo per mettersi in cammino e ritrovarsi un giorno, da qualche parte del mondo, con un pezzo di terra sotto i piedi e osare di vivere.

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