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La confusione delle relazioni “impossibili”

La confusione delle relazioni impossibili

Ci sono storie che iniziano, si vivono e si alimentano funzionalmente nel tempo; altre che per vari motivi o naturalmente finiscono;  storie che non si vivono del tutto come si vorrebbe che accadesse ecc. Le relazioni umane sono per loro natura dei sistemi complessi che implicano una molteplicità di fattori individuali, sociali e culturali.        Le cosiddette “relazioni impossibili” possono essere una variante di relazioni complesse quando caratterizzate da determinate espressioni che si mantengono nel tempo, una delle quali la confusione nelle varie dimensioni della relazione.

“La confusione…un ordine che non si capisce”-cit. H. Miller

Le tipiche relazioni confuse, sono legami che spesso non hanno una “struttura” ben definita: un chiaro inizio, una continuità progettuale e funzionale e spesso neanche una fine definitiva. Sono un esempio le relazioni tra pseudoamici che non evolvono in storie e non si confermano amicizie, le relazioni parallele, i tira e molla tra partner che oscillano nel continuum tra passato e presente, non divenendo mai del tutto ex, e mai del tutto compagni stabili.   Insomma, un miscuglio che  non crea altro che disordine e confusione nelle relazione nelle varie dimensioni: mentale, emotiva, comportamentale ecc.

La confusione decisionale tra difficoltà e scelte di comodo

Delle volte, alcune relazioni divengono impossibili per storie di vita, scelte e responsabilità, fattori esterni come la troppa distanza, eventuali influenze sociali e culturali e talvolta per motivi personali e interni: paure personali, come la paura di impegnarsi, la paura di amare, la paura di sentire e quindi di soffrire, la paura di affrontare delle scelte importanti ecc. Alcuni divengono legami destinati a una sopravvivenza logorante, né degni di essere vissuti appieno e né degni di essere considerati morti.      

Spesso divengono relazioni “comode”  che si nascondono attraverso le scuse, gli evitamenti,  gli impegni e le responsabilità. Le relazioni cosiddette “impossibili” rappresentano in questi casi, gli alibi nobili e accettabili per velare l’opportunismo che si nasconde dietro, l’incapacità di porre fine alla storia, oppure, giustificarsi le occasioni non colte per migliorarsi finendo per non scegliere e delegando la scelta ad/all’altro. Molte volte, rappresentano la buona occasione di mantenere il piede in due scarpe.

Gli aspetti im-possibili e intercambiabili

La delega, l’indecisione e l’ambivalenza sono alcune espressioni degli equilibri di questo genere di relazioni: la comunicazione non è chiara, i ruoli non sono definiti e le difese messe in atto rappresentano la “comfort zone” di queste relazioni: la giusta distanza per non essere intrappolati “dentro” e per non rimanere del tutto “fuori”.  Per molte persone rappresentano il ripiego di “vuoti” personali e relazionali, finendo per alimentare ancora di più l’inganno del controllo e della loro gestione.
Non vi è una dimensione individuale, non si crea quella di coppia, spesso ottima situazione di comodo, e altre volte una fonte di sofferenza continua che lacera l’anima silenziosamente a chi le subisce in prima persona.

Quali possono essere alcuni aspetti da considerare per uscirne da questo tipo di relazioni?        

    

Quali sono le coordinate individuali nella relazione?; Si ha un ruolo?; Se sì, questo ruolo si svolge pienamente oppure si è tutto e nulla?

Non si tratta di decidere se è giusto o se è sbagliato, ma che funzione assume la relazione per ognuno di noi e se il modo in cui siamo dentro la relazione è funzionale oppure no.

Non è sano essere tutto, e non è sano essere nulla.

E’ importante essere qualcuno e non qualcosa, una persona che ha dei bisogni, dei diritti e delle responsabilità, un ruolo ben definito all’interno della relazione. Ognuno è libero di scegliere se essere amico/a di letto, amante o desiderare relazioni più stabili ma è bene che sia chiaro e condiviso da entrambi i partner la tipologia di relazione che si vuole. Ovviamente, relazioni di questo tipo, richiedono la considerazione delle conseguenze e dei limiti che pongono. Non si può scegliere di essere amanti e pretendere l’esclusività nella vita dell’altro e nemmeno essere amici di letto e aspettarsi il regalo di San Valentino, ma questo non significa che bisogna annullarsi.

Questa relazione è più ciò che da o è più ciò che toglie?

Se la risposta verte su quest’ultima parte, vale la pena continuare? Se si pensa di sì, probabilmente non si tratta di trovarsi in una storia impossibile ma in una condizione disfunzionale e patologica del modo di viverla. In questo caso, è importante prendere in considerazione quest’aspetto e interrompere il meccanismo vizioso che alimenta l’autoinganno della “relazione impossibile”. Non si tratta di pretendere più di quello che si può avere da una relazione ma autorizzarsi ad esistere ed esaltare ciò che si può essere nella relazione in modo funzionale e sereno.

Che posto si occupa per l’altro? E l’altro che posto occupa per ognuno di noi? Si valorizza la persona che ognuno rappresenta? Si rispettano le scelte e le decisioni, gli spazi e le dimensioni della relazione?
Di nuovo, il tutto dipende da che tipo di relazione si è scelto di stabilire ma è comunque importante, considerare che non si è soli e che una relazione, di ogni natura essa sia, richiede lo spazio giusto per esprimere la propria individualità ma anche per fare posto all’altro. Lo spazio ristretto e dove c’è posto solo per uno non lascia campo al rispetto della persona con cui si condivide una determinata esperienza. In questo caso possiamo dire che si creano le condizioni per una relazione “egocentrica” e solitaria. Non si tratta di amor proprio ma di Ego fragile!

…e infine,  questa relazione è ciò che si vorrebbe che continuasse ad essere oppure ciò che si  vorrebbe che cambiasse?

Prestare attenzione alle proprie sensazioni e emozioni, ai desideri e ai bisogni…come si sta nella relazione?                Lo stare bene richiede cambiamento e sforzo e ognuno deve partire da se stesso.

Buona scelta (autentica e non un ulteriore alibi)!!!

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