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L’eutanasia delle relazioni di coppia

      Le relazioni di coppia 

Zygmunt Bauman diceva: il fallimento di una relazione è quasi sempre un fallimento della comunicazione.
Una delle considerazioni che si fanno sull’andamento di una relazione di coppia è il fatto che essa, dipende dall’investimento da parte di entrambi i partner nella relazione stessa. Nel bene e nel male. Quando le relazioni sono conflittuali, quando finiscono o si rinnovano è perché in due ci lavorano per farlo. Ma che cosa caratterizza le relazioni di coppia che apparentemente conducono una vita senza grossi squilibri ma spenta? Vi è una mancanza di collaborazione di coppia,  l’amore è finito, non c’è mai stato o è da rinnovare?

 

     La solitudine di coppia

I silenzi assordanti, le discussioni di semplice “amministrazione familiare”, la cura dei figli, le mansioni all’interno della famiglia, giornate monotone caratterizzate dall’andamento sordo ma continuo di una quotidianità e normalità ormai scontata e spenta. I rapporti sociali ridotti o annullati se non fosse per i compleanni degli amici dei propri figli. I genitori degli amici dei bambini divengono gli amici dei genitori.
E gli amici di una volta? Dove sono, che fine hanno fatto le brevi uscite per fare due chiacchiere, il prendersi una birra ogni tanto? Le passioni individuali, il tempo per sè
Non si raccontano più le giornate lavorative, le piccole particelle di una giornata di vita, le banalità come l’incontro con la vicina di tanti anni fa, un articolo che non serve ma acquistato perché sotto sconto ecc.
Quelle cose che per quanto piccole, dotano di significato i momenti insieme, quando si mangia, mentre si guarda un film o prima di andare a letto. Già il letto… e i rapporti di una coppia intima ormai sempre più spenta anche lì.
La sessualità, una volta desiderata, cercata ed esplosa appassionatamente lascia l’amaro spazio alla volta doverosa e convenevole dal triste epilogo di un rapporto sessuale che collassa su se stesso. Bastano pochi mesi e il silenzio, le rinunce, la mancanza di dialogo e di progetti condivisi divengono gli ingredienti di una inevitabile solitudine di coppia.

      Curare la comunicazione per rinnovare la relazione

Parafrasando di nuovo Bauman, il fallimento della comunicazione, il morire gradualmente della comunicazione, comporta lentamente e fisiologicamente la morte della relazione. Paul Watzalawick, ci insegna che ogni comportamento è comunicazione e in ogni comunicazione, vi è un aspetto di contenuto e uno di relazione. Quindi il come comunichiamo va a stabilire la relazione. Questo avviene trasversalmente in tutti i tipi di relazione. Cosa significa trasformare una comunicazione disfunzionale in effetti a favore della relazione di coppia?

Parlare, confidarsi i momenti belli e quelli meno belli, dirsi le cose che si vorrebbero migliorare, fare le cose insieme, per dovere e per piacere.

Si può essere in disaccordo ma anche impegnarsi a cercare una via comune, lo spazio del litigio può essere sostituito da quello della riappacificazione:

Si possono riconoscere i vissuti emotivi di ciascuno dei partner come aspetti importanti da integrare nella relazione, evitando di cambatterli e connotarli di solo significati negativi.                                   

Come mai il partner è arrabbiato? Che funzione assume per ognuno di noi il vissuto di una specifica emozione? Riconoscere una emozione, propria o dell’altro, favorisce la comprensione e la gestione del conflitto senza doversi per forza difendere continuamente.

Ognuno può avere ragione dal proprio punto di vista…si tratta di vedere le cose anche con gli occhi del partner per avere una visione d’insieme.

Coltivare l’intimità di coppia, fare l’amore, quello vero, desiderarsi, cercarsi.  Perdersi e ritrovarsi negli abbracci, quelli lunghi e senza parole. Tutto questo è comunicazione.

Se comunichiamo reciprocamente l’interesse, il desiderio, la volontà di mettersi in discussione, cambiare e agire concretamente, probabilmente avremmo più probabilità di nutrire una relazione che diversamente potrebbe andare incontro a una morte lenta ma progressiva.

Laddove c’è l’amore, quello equilibrato, tutto è possibile. Laddove manca o è finito, se non rinnovabile, forse conviene non accanirsi nel chiedere da una relazione ciò che non può più dare. Con amore, impegnarsi a prendere il meglio.  Saper lasciare andare significa anche riconoscere ciò che di buono si è fatto e credere in ciò che di buono si potrà continuare a fare in ogni caso.

 

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