Adolescenza

Sopravvivere al tentativo di suicidio

Questa mia vita che significato ha?

Venire a conoscenza del tentativo di suicidio di una persona a cui si è legati, è una notizia che scuote profondamente l’animo umano. 
Gli studi compiuti sul fenomeno hanno indiviuato tra i fattori che inducono le persone a tentare il suicidio: la presenza di una patologia psichiatrica, una forte depressione, l’uso di droghe o alcol, esperienze di perdita molto dolorose come quelle di una persona amata, lavoro, problemi economici e la presenza di una malattia fisica molto grave.
E’ stato constatato che la maggior parte delle volte il tentativo di suicidio non fallisce solo perchè qualcosa è andato storto ma può esser considerato come un’indiretta richiesta d’aiuto, tanto che la percentuale di quelli che falliscono è molto più elevata di quelli che giungono alla morte. (WHO, 2009)
Ma il tentativo di suicidio non rappresenta solo un disagio interiore, ma anche un tetantivo di comunicazione rivolto agli altri, alla famiglia, alla rete sociale prossima e alle persone intime di chi lo compie.
Il progetto distruttivo quindi non è solo rivolto verso la persona stessa ma anche verso il suo contesto e di chi vi gravita intorno.

Ma qual’è il senso cercato nella decisione di farla finita e quale senso assume il tentativo di suicidio fallito?

A.Camus (1943) scrive:

Vi è solamente un problema filosofico veramente serio: quello del suicidio. Giudicare se la vita valga o non valga la pena di essere vissuta, significa rispondere al quesito fondamentale della filosofia. Il resto viene dopo. Tutti gli altri problemi sono secondari, perché prima bisogna rispondere a questa domanda.

Secondo Prof. Pietropolli Charmet i modi di soffrire dei giovani di oggi sono cambiati, gestire le frustrazioni risulta molto più difficile e spesso non sufficente per farvi fronte alle difficoltà e quindi il vissuto diviene esistenziale: Questa mia vita che significato ha?, Che valore ha?. 
Il suicida mancato si trova a fare i conti con l’ennesimo fallimento.

tentativo di suicidioSopravvivere rimanda al punto di partenza: dalla soluzione di porvi fine alla decisione di cosa farne della vita…
Questo aspetto apre una serie di reazioni emotive, di difficile gestione, tanto che può diventare un ulteriore problema da affrontare: analizzare le motivazioni che lo hanno portato a compiere un gesto estremo, confrontarsi con le reazioni delle persone care, confrontarsi con il mondo. Questo cambia inevitabilmente anche le dinamiche familiari e relazionali in quanto le persone più vicine per il timore che si possa verificare di nuovo si traformono in vere e proprie guardie del corpo, divengono ansiosi e iperprottetivi e i segnali di malessere comune rischiano di essere dotati di eccessivo significato rimandando continuamente l’esistenza del costante pericolo e di una vita che fatica a riprendere in modo sereno.
E’ quindi indispensabile accogliere la richiesta e darle la giusta importanza, rivolgersi alle istituzioni o ai professionisti competenti sia a scopo preventivo che curativo, prima, durante e dopo l’accaduto per far sì che il senso del fallimento di un tentativo di suicidio si trasformi nel senso dell’opportunità alla vita.

 

Lindita Prendi, Davide Lacangellera, Silvia Bonini, Luca Pianigiani.

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